Archivi per la categoria ‘Riflessioni’

Certificazione ISO9001. E’ utile o no?

domenica, 1 marzo 2009

3 anni fa la nostra azienda ha ottenuto la certificazione di qualità ISO9001-VISIO2000, mantenendola fino ad oggi.

L’ idea che sottoindende alla norma, cioè quella di introdurre un percorso di qualità nella gestione dei processi aziendali è senz’altro interessante.

Ma dopo – per l’appunto – alcuni anni di esperienza sono venuti a a galla alcuni elementi che, almeno per la realtà nella quale è inserita la nostra società, cioè quella del terziario innovativo, l’applicazione ed il mantenimento – in pratica l’essere sempre aderenti a quello che descrive la norma ISO – si stà rivelando sempre più un “peso”  piuttosto che un aiuto nella gestione dei processi aziendali.

Le aziende in generale, ma soprattutto quelle come la nostra, si trovano in una situazione di “costante cambiamento tecnologico” e quindi a dover porre la massima attenzione alla redditività complessiva dell’azienda stessa, passando da un puntuale controllo sui singoli progetti  e su tutte le attività che contraddistinguono la vita di una società.

Sbagliare la scelta di un software per lo sviluppo di un’applicazione o non effettuare un “Controllo di Gestione” rapido e certo nei risultati,  può essere fatale sempre, ma in special modo in tempi di crisi.

Questo “costante cambiamento tecnologico” e la necessità di un puntuale “Controllo di Gestione” rendono le aziende estremamente dinamiche, quotidianamente dinamiche, il che significa sempre più riunioni informali – delle quali è impraticabile verbalizzarne il contenuto -, introduzione di nuovi strumenti per la condivisione delle informazioni che hanno assunto forme multimediali e molto altro.

Tutto questo non significa confusione,  ma adeguarsi ad una realtà in continuo e forte cambiamento e per seguire in modo corretto e produttivo questo cambiamento è necessario che tutto questo percorso sia condiviso e costruito con la collaborazione di tutte le persone che lavorano in azienda.

Per concludere l’impressione, che ormai ha raggiunto lo stato di  certezza, è che da quest’anno rinunceremo alla certificazione ISO9001.

iso9001

Coworking: una testimonianza da Londra

mercoledì, 4 febbraio 2009

Da mio fratello che si trova a Londra da un paio di settimane ricevo questa e-mail sul tema del coworking e che con piacere posto :

L’idea del coworking mi è piaciuta da subito. Il lavoro di team è focale nell’organizzazione di spettacoli ma c’è anche una gran parte di tempo da spendere nell’ufficio dove si elabora, si fanno preventivi, relazioni ecc. e li mi manca quantomeno un break da “cazzeggio”, dove parlare di tutt’altro, bere un caffè o fare uno spuntino e condividere pensieri e idee con menti allenate vispe e creative.

 Inizialmente ho dato uno sguardo nella rete http://coworking.pbwiki.com/ poi trovandomi fortunatamente a Londra ne ho avvertito anche la necessità non solo per un punto d’appoggio equipaggiato come un vero ufficio ma anche come luogo per fissare appuntamenti di lavoro.

Ne ho visti alcuni poi ho deciso di associarmi a http://www.the-hub.net/places/kingscross.html e l’ho fatto non solo perché comodo da raggiungere ma anche per la piacevole atmosfera che ho percepito da subito, nell’insieme informale ma fortemente professionale e con una sensibilità al mondo dell’eco-compatibilità ….

 Poi il posto è veramente bello, ci si siede volentieri ed ogni incontro non è mai banale.

Chissà! Sto facendo un pensierino ad aprirne uno a Firenze.

Any suggestion?

 Flavio Menzani”

I like Google Friend Connect

sabato, 6 dicembre 2008

Ho appena finito configurare sul mio WordPress Blog (con l’aiuto di questo post) il primo widget (Wall) sviluppato dal progetto (perchè questo a me sembra al momento) Google Friend Connect.

A caldo l’idea di social network di Friend Connect mi piace, perchè permette di restare nel proprio mondo, sia esso sito web, blog, mush-up  senza necessariamente dover precipitare all’interno di un unico luogo (ogni riferimento a FaceBook è puramente casuale  :mrgreen: ).

In questo momento sto realizzando altre riflessioni riguardo alle potenzialità di questa piattaforma che a “occhio e cazzotto” mi sembrano molto interessanti.

Backup/storage online: un’esperienza positiva

sabato, 22 novembre 2008

E’ nello scorso agosto che ho sottoscritto il servizio di backup online Memopal e dopo un periodo in cui mi sono dovuto abituare all’idea che parte dei miei documenti e/o dati albergassero al di fuori dei device di memorizzazione normalmente a “portata di mano” (leggi questo post) e quindi teoricamente sicuri, ho iniziato a salvare online sempre più dati acquisendo sempre maggiore fiducia nel servizio.

Inoltre da qualche settimana è stata rilasciato la versione beta del client Linux che mi tornerà utile quando, dalla prossima settimana, inizierò ad utilizzare il netbook DELL Mini che ho acquistato con Linux a bordo per l’appunto.

Ma veniamo a noi, lo scorso lunedì il mio hard disk esterno della Lacie (il dispositivo vero e proprio è comunque un Seagate) mi è accidentalmente caduto a terra, riducendosi nel modo che la foto descrive “meglio di molte parole” come ha detto Stefano Santini che ne ha dichiarato il decesso.
Essendo a lavorare da un cliente a Isernia ho potuto accedere ai documenti di lavoro via VPN (non siamo così sprovveduti :smile: ), altri file che mi interessavano come ad esempio degli ebook erano solo sul quel disco, anzi no…

Con mia somma soddisfazione, in un momento di lucidità, avevo salvato anche alcune cartelle del Lacie e quindi mi è stato sufficiente collegarmi al servizio Memopal recuperando i file.

E’ chiaro che un professionista dell’informatica si avvale dei sistemi della propria azienda e generalmente non ha difficoltà di questo tipo (a parte che per i documenti personali come nel mio caso), ma per tutti gli altri, i sistemi di backup online sono senz’altro un elemento di comodità notevole.

Giudizio: Vivamente consigliati!

Magpie: è possibile fare soldi con Twitter ?

domenica, 2 novembre 2008

Magpie è un nuovo servizio  che dopo un certo numero di nostre twitterate inserisce nella timeline un messaggio pubblicitario che, un pò come Google AdSense, assumerà un certo valore in funzione del numero dei follower e determinando il compenso per il sottoscrittore del servizio.

Ma a parte i dettagli su questa novità la cosa interessante è che un’idea alla fine così semplice come Twitter generi un’infinità di pianeti paralleli ognuno dei quali, all’apparenza, sembra vivere di vita propria ed alcune idee come Magpie accenna anche a presentare un modello di revenue, del quale non ho molta fiducia che possa funzionare in assoluto, ma per la società che l’ha creato – la berlinese Rocket-Rentals – in relazione anche ai grandi numeri – in termini di utenti e messaggi generati -  che girano attorno a Twitter in questo momento, è probabile che un qualche guadagno almeno per un periodo limitato di tempo glielo procuri.

In ogni caso personalmente trovo il mondo di Twitter molto più flessibile dell’esplodente (almeno nelle ultime settimane in Italia) Facebook.

Massimo Mantellini: La fine dei blog

domenica, 2 novembre 2008

Un’articolo su Punto Informatico di Massimo Mantellini che quoto in pieno.

Non a caso è una delle persone che seguo con più frequenza in Rete.

 

Copyright: perchè le major si ed i blogger no?

domenica, 26 ottobre 2008

Ieri seguivo su YouDem (canale 813 di Sky) la manifestazione del Partito Democratico a Roma al termine della quale è continuata la normale programmazione ed ho visto questo video interessante nel quale l’autore Byoblu si domanda come mai le TV (vedi Mediaset nei confronti di Google) o l’Editoria in genere vietano l’utilizzo dei propri contenuti, mentre le stesse “major” pescano senza nessun problema dalla Rete e oltretutto facendo anche un uso distorto dei file prelevati.

Utilizzare Twitter per Help Desk

venerdì, 29 agosto 2008

Quando mi interessa qualcosa che sia un argomento, un prodotto od un servizio,  utilizzo il motore di ricerca di Twitter per monitorare via RSS Feed il “rumore” che quelle parole generano nella timeline.

Nelle ultime settimane, fra i tanti argomenti, mi sto interessando al wiki professionale Socialtext e quindi l’ho subito messo sotto osservazione e, come sta succedendo sempre più spesso, anche le aziende controllano la timeline per carpire – da un canale come Twitter – tutto ciò che li può in qualche modo riguardare.

E da qui nasce anche una nuova forma di Help Desk come quella che riporto nelle due twitterate che seguono.

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La twitter-lamentela

La twitter-lamentela

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La twitter-risposta

La twitter-risposta

Nuovi servizi di backup/storage online. Fidarsi o no?

sabato, 16 agosto 2008

La necessità di poter raggiungere i propri documenti – siano essi personali che professionali – da qualsiasi luogo esiste da molto tempo e per questo che sono state implementate le VPN (Virtual Private Network) che dopo un periodo di “rodaggio” sono arrivate adesso ad un livello di sicurezza ed affidabilità notevoli.

Ma le VPN, per i costi e la complessità tecnica, sono totalmente orientate alle aziende.

Con il crescere di una maggiore mobilità dovuta dalla diminuzione delle tariffe (sempre troppo poco) ed anche da dispositivi più compatti e funzionali – iPhone, EEE PC – stanno nascendo sempre più offerte per servizi di storage e/o backup di dati che si presentano (e sicuramente lo sono ) in modo assolutamente professionale come Memopal, Wuala ed altri ancora, orientati soprattutto – ma non solo – ad una utenza di tipo consumer .

Credo che questi servizi sono orientati sulla giusta strada e cioè quella per l’appunto di essere sempre meno legati ad un luogo fisico ed ad attività estremamente importanti, ma tediose, come i backup dei nostri documenti, però…. eh si c’è un però ho provato a registrarmi ad alcuni di questi servizi, che ripeto si presentano in modo assolutamente professionale – ma nel momento di decidere quali file trasferire in remoto sono stato assalito dalla vecchia, ma decisa, paura di dare in “mano ad altri” le miei preziosissime informazioni, tant’è che non c’è stato niente da fare, il trasferimento non è avvenuto, ed ho chiuso il collegamento rimandando il tutto ad un momento meno pavido.

Badate bene che per quanto riguarda le e-mail utilizzo tranquillamente GMail e questo starebbe a significare che se si tratta di utilizzare una Big* (che sia Google, Yahoo, eBay o Microsoft) lo faccio tranquillamente, quasi che il brand di per se significhi sicurezza, mentre quando si tratta di appoggiarsi ad una start-up per la stessa tipologia di servizio i dubbi crescono a tal punto da impedirmi di utilizzarlo.

Personalmente posso tranquillamente continuare ad utilizzare VPN e servizi di backup della mia azienda, ma faccio questa riflessione mettendomi nei panni di chi invece, studente o consulente che sia, si trovi davanti a questa necessità fondamentale nella gestione quotidiana del proprio patrimonio di informazioni.

Voi come vi comportate ?