Sulla inevitabile utilità della programmazione Agile!

10 settembre 2011

Ho appena preso in mano “e-Commerce” il libro fresco di stampa scritto da Daniele Vietri aka @marlenek e Giovanni Cappellotto aka @giocappellotto  e solo sfogliandolo credo che in Italia non esista qualcosa di più completo sull’argomento in questione, ma mi riservo di parlarne appena avrà finito di leggerlo.

Qui volevo evidenziare questa frase che è mi saltata agli occhi e che descrive bene l’importanza dell’utilizzo di un approccio Agile nello sviluppo del software.

L’autore di queste parole è Jacopo Romei aka @jacoporomei , Agile Coach di Ideato che ho avuto occasione di vedere all’ultima edizione del Better Software in un simpatico duetto :

Lo sviluppo agile è la risposta del mondo del software alla realtà dei mercati moderni: elevate probabilità che la partita da giocare veda le regole cambiate in corsa.

La rapidità di risposta agli eventi è una necessità emersa con forza anche nell’industria “pesante”, nel mondo del software il problema è accentuato.

E’ inutile fare piani lunghi mesi o anni, o perlomeno è sicuramente troppo dispendioso: il budget va usato solo dove serve e bisogna smetterla di anticipare le mosse nel vano tentativo di sentirsi più sicuri.

Un più rigoroso metodo di ‘inspect & adapt’ garantisce investimenti più piccoli quando le informazioni sono poche.

Galileo Galilei ha inventato questo sistema.

 

Ancora su cloud e disservizi. Come si comportano i fornitori. Il turno di Amazon Web Services e Microsoft Office365

10 settembre 2011

In questo momento dove quasi tutti i grandi player dell’ITC sono attivi o hanno presentato le loro proposte sul cloud è importante seguirli anche nel loro comportamento davanti ai disservizi che inevitabilmente si trovano (e di conseguenza ci troviamo noi clienti) ad affrontare.

Amazon Web Services ad esempio, almeno per quanto ci riguarda ma non dubito che lo abbia fatto con tutti i propri clienti, dopo l’incidente causato da un fulmine agli inizi di agosto, ci ha presentato un (devo dire inaspettato e da noi non richiesta) billing scontato di diverse centinaia di euro.

Microsoft invece per il suo nuovo servizio Office365 ci invia stamani questa e-mail :

Gentile cliente,

L’obiettivo del team Office 365 è di fornire un servizio eccellente a tutti i clienti. L’8 settembre si è verificato un interruzione del servizio globale che ha colpito vari servizi di Office 365. Ci scusiamo per il disagio che questo inconviente ha causato a Lei e ai Suoi dipendenti.

Abbiamo preso l’impegno di comunicare ai nostri clienti, in modo onesto e trasparente, i disservizi e le azioni intraprese per impedirne il ripetersi.

• Cos’è successo?
º Una prima indagine ha rivelato che i clienti non hanno potuto accedere al servizio Office 365 a causa di un problema al Domain Name Service (DNS).

º La durata dell’incidente è stata approssimativamente dalle 20:00 PDT alle 23:30 PDT, lasso di tempo in cui i clienti non hanno potuto accedere al servizio Office 365.

º La Service Health Dashboard è stata regolarmente aggiornata nel corso di questo incidente, mantenendo informati i clienti, benché ci sia stato un breve momento in cui la Dashboard non è stata sempre raggiungibile.

• Quali azioni sono state intraprese per impedire il ripetersi di un simile incidente?

º Il problema alla rete del Data Center è stato risolto e stiamo analizzando la causa.

º Continuiamo a monitorare molto attentamente la situazione generale della rete per garantire ai nostri clienti un servizio di qualità.

Siamo consapevoli che ogni disservizio possa ripercuotersi negativamente sul Suo business. Come segnale concreto di impegno ad assicurare un servizio di alta qualità, Microsoft cambia la procedura di rimborso standard per questo incidente e rimborserà la Sua azienda proattivamente con un credito del 25% sulla fattura mensile. Il credito apparirà su una delle prossime fatture. Non è necessario contattare Microsoft per richiedere il rimborso. La procedura di rimborso può richiedere fino a 90 giorni di tempo.

 

Conclusioni

Oltre che a diffondere le potenzialità tecniche e di risparmio economico delle piattaforme in cloud ,  è  soprattutto  dalle risposte che i forniti di servizi riusciranno a dare al mercato a fronte degli “inevitabili” disservizi che si costruirà la fiducia del potenziale mercato, favorendo la migrazione della aziende in cloud.

Giudizio per il comportamento AWS e Office365 :  Positivo

Chromebook 3G e “problemi” per l’attivazione SIM con Tre.it

3 settembre 2011

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Il Chromebook acquistato su Pixmania.com arriva con all’interno una SIM per la connessione a Internet di Tre.it .

Il problema è che sono andato in un 3 Store alle 11 di giovedì 1 settembre (2011 :) e ad oggi non è ancora stata attivata.

Inutile telefonare all’assistenza dove la risposta è sempre la stessa , ma maggiorata di 24 ore.

La prima telefonfata l’attivazione avverrà entro le 24 ore, la seconda entro le 48  e via così.

Non sono pratico di ricaricabili, di telefonia mobile (ho contratti aziendali dal 1996) , ne di Tre.it , ma il giudizio non è per niente positivo.

 

 

 

Aggiornamento del 5 settembre 2011:

Ho coinvolto l’account Twitter di @3Italia che si è preso in carico il problema ed a fine mattinata (dopo 4 giorni) la connessione della USIM è stata attivata.

Chromebook 3G e Citrix Receiver

1 settembre 2011

Il Citrix Receiver che viene installato direttamente dal Chrome Web Store ha lo scopo di connettere il Chromebook ad una farm Citrix XenApp .

In parole molto semplici, da modo di accedere alle proprie applicazioni aziendali , ( MS Office, MS Outlook, qualsiasi ERP, etc)   direttamente dal Chromebook e non è cosa da poco considerando che l’oggetto in questione ha risorse proprie molto scarse e nonostante questo è possibile lavorare con le applicazioni che utilizziamo normalmente in ufficio.

E’ chiaro che l’obbiettivo principale del Chromebook e di tutti i dispositivi appartenenti a queste categoria che verranno prodotti in futuro è quella di accedere ad applicazioni web nate e pensate per “vivere” in cloud, ma il  Citrix Receiver permette di aggiungere una funzionalità, a mio parere, da non sottovalutare.

 

Unboxing del Chromebook 3G e dintorni

31 agosto 2011

Questo è il post scritto da alcuni sviluppatori del gruppo DevTeam di Vivido e Informa24 sulle primissime impressioni con il Chromebook 3G.

Ieri, martedì 30 Agosto 2011, siamo entrati in possesso del Chromebook.
Queste righe sono state scritte a quattro mani utilizzando Google Docs dalle seguenti persone :
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Giacomo Baccianti
Fabio Ballerini
Riccardo Cappello
Giuseppe Longordo
Claudio Menzani
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Abbiamo creato il video dell’unboxing (lo trovate qui) utilizzando un iPhone 4 per la ripresa.
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Il Chromebook Serie 5 (3G) con Intel Atom N570  1,66 GHz, 2 Go RAM, 16 Go SSD 12,1″, Chrome OS è
stato ordinato l’8 luglio su Pixmania.com la consegna era prevista per  il 25 luglio, ma Pixmania quando
abbiamo chiesto spiegazioni è stata molto trasparente nel fornircele , dandoci anche la possibilità di
recedere dall’ordine.
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ll packaging si presenta molto semplice e vagamente Apple oriented.
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All’accensione è necessario avere a disposizione una connessione wi-fi o  una copertura 3G con la SIM dati
con 3Gb di traffico incluso (che deve essere attivata in un centro 3Italia) fornita da 3Italia, poiché si passa
immediatamente ad un aggiornamento del sistema (evidentemente quello pre-installato non è l’ultima versione)
e qui si parla di circa quindici-venti minuti di attesa.

Il resto qui.

Update: L’attivazione della SIM 3Italia è più complicata del previsto e ancora non siamo a niente.

Nei prossimi giorni effettueremo dei test, e sono quelli che ci interessano di più, collegando il Chromebook ad applicazioni client/server classiche , ( come ERP , MS Office , etc) via Citrix Receiver in modo da accedere da questo nuovo device alle applicazioni aziendali.

Non è un caso che alla presentazione di Chrome OS c’era anche Citrix.

 

Sky, promozioni e consenso telefonico

26 agosto 2011

Ieri mi ha chiamato Sky per una promozione che consente di vedere tutte le partite di calcio a circa €10 al mese fino alla fine di giugno del prossimo anno (mi sembra di ricordare) e da adesso alla fine di ottobre gratis.

Mi piace. La vorrei sottoscrivere.

Ma la procedura prevede che debba dire SI al telefono accettando una sorta di Termini e Condizioni letta dall’operatrice.

Li è scattato il mio dubbio, ed ho fatto presente che questa procedura non è di mio gradimento.

A questo punto l’operatrice mi passa una sua superiore, anche questa molto gentile e convincente, ma rimango del mio avviso, quel tipo di procedura non mi piace. Avrei preferito che la telefonata si limitasse a spiegarmi  la promo e che mi invitasse ad entrare nel mio account MySky dove avrei trovato in bell’evidenza l’offerta e la possibilità di sottoscriverla.

Dopo vari tentativi di addomesticarmi e visto la mia cocciutaggine a non aderire, mi han detto che avrebbero verificato la possibilità di inviarmi una e-mail dove mi ricordavano di chiamare il numero verde , comunicando i miei riferimenti mi avrebbero attivato la promo.

Ancora l’e-mail non si è vista.

Citrix : “VMWare ha ragione a noi NON interessa la virtualizzazione dei server, ma…”

19 agosto 2011

VMWare accusa Citrix di non essere focalizzata sulla virtualizzazione dei server.

Citrix risponde un pò ironicamente “E’ vero noi siamo focalizzati sul cloud”

Ma allora il cloud computing è una buona soluzione o no ? Riflessioni post disservizio di Amazon Web Services

10 agosto 2011

Domenica sera il data center europeo con sede in Irlanda di Amazon Web Services (la piattaforma di cloud computing di Amazon, forse una delle prime, di sicuro la più famosa) a causa di una tempesta di fulmini si è trovato nelle condizioni di non poter fornire il servizio a molti dei suoi clienti e fra questi anche noi di Vivido utilizzatori di AWS da molto tempo .

Ovviamente abbiamo immediatamente avvisato i nostri clienti (si tratta di importanti catene alberghiere) sul disservizio che avrebbero dovuto sopportare. E questo è il problema principale e che ci sta più a cuore.

Ma adesso che la situazione di crisi è stata superata vorrei approfittarne per fare alcune considerazioni sull’utilizzo del cloud computing in generale.

E’ ovvio che la prima reazione da parte nostra è quella di disappunto e di impotenza , ed in alcuni casi leggendo i tweet con hastag #aws alcune reazioni sono state anche leggermente scomposte o comunque c’è chi immediatamente ne approfittato per mettere “definitivamente” in discussione il concetto di cloud computing. Comprensibile.

Ma se invece, con un pò di calma, andiamo ad analizzare come noi abbiamo affrontato eventi simili in passato allora ecco che lo scenario si capovolge letteralmente.

Circa un anno e mezzo questi stessi servizi li avevamo in-housing e quando è capitato un evento nettamente meno grave di quello di cui stiamo parlando, ma che ha visto uno storage fermarsi e la contemporanea necessità di inserire più server nel rack per sostituirne altrettanti che non funzionava più a dovere,  ci siamo trovati a dover interrompere il servizio.

Tutto questo in una situazione non programmata, quindi di emergenza, e questo cosa vuol dire in pratica ?

Richiamare alcuni dei nostri sistemisti che si trovavano presso clienti (quindi creando un ulteriore disservizio ) , cercare di recuperare nel minor tempo possibile l’hardware necessario, configurarlo, installarlo, testarlo e se tutto è andato bene (secondo voi ? ) andare in produzione. Tutto questo ha richiesto circa 48 ore di sospensione del servizio.

Nel caso di Amazon Web Service ci siamo dovuti preoccupare principalmente di gestire la comunicazione con i clienti e nel contempo operare alcuni work around consigliati dallo staff di Amazon in modo da anticipare il ripristino in altro modo , se i tempi di lavoro per risolvere il problema originario si fossero dovuti allungare oltremodo.
Ma non abbiamo dovuto vivere la frenesia (per usare un eufemismo) dell’episodio precedente, rassicurati anche dal fatto che un’organizzazione come Amazon Web Services stava seriamente lavorando alla risoluzione del problema.

Ai clienti oltre che tenerli informati sulle novità,  abbiamo inviato l’indirizzo della pagina dove viene visualizzato lo status  dei servizi Amazon in modo che potesse informarsi in tempo reale, con una ricaduta psicologica senza dubbio positiva.

A bocce ferme e al netto delle indubbie difficoltà che i clienti  hanno dovuto subire, il bilancio finale  di questa esperienza non può altro che essere positivo, sia in termini di un approccio più sereno ad un situazione di emergenza che a quello sempre da non sottovalutare dei costi .

 

 

Amazon Web Services ha problemi ? Venite con noi ! Carpe Diem Marketing :)

8 agosto 2011

Da qualche ora i servizi dell’area Europa di Amazon Web Services hanno dei problemi.
Come ormai è pratica consolidata (vedi problema Aruba di qualche settimana fa) per monitorare a che punto è il problema si utilizza la Search di Twitter mediante l’hashtag più opportuno.

Nel caso odierno è #aws .

Interessante che c’è chi “come un fascio di nervi pronto a scattare” ha piazzato un tweet Sponsored (che quindi appare sempre al primo posto) offrendo “una valida alternativa”.

E parlandone stamani con alcuni miei colleghi alla macchinetta del caffè è venuta fuori la possibilità di utilizzare anche noi in un prossimo futuro questa iniziativa.

 

 

 

 

Ho installato e provato Google Voice. Brevi considerazioni.

4 agosto 2011

Stamani ho scoperto che per gli utenti Google Apps la nuova funzione Voice per le chiamte VoIP   ancora non è abilitata.

Allora ho acquistato € 10 (€ 12 con IVA) di credito dal mio account GMail ed è tutto ok.

Ho solo un unico problemino che avendo installato sul BlackBerry un’ applicazione per eliminare chiamate provenienti da certi numeri e Sconosciute e siccome le chiamate in arrivo da Google Voice appartengono a quest’ultima categoria non riesco a intercettarle e quindi a rispondere.

E’ probabile che sia un settaggio da sistemare, ma per il poco tempo che fino ad ora ho dedicato alla configurazione non ho trovato niente a riguardo.